venerdì 17 aprile 2009

Mattini

C'erano mattine che dalle coste su per la collina, portato dal mare, saliva in paese un profumo di sabbia e di schiuma, entrava poi nelle case che a primavera avevano tutte, le finestre aperte, e mi svegliava prima che dalla campana della vicina chiesa, arrivassero i rintocchi della prima messa.
Con la sabbia e la schiuma entrava nei sogni che non volevo ancora lasciare, l'odore degli ulivi che presto sarebbero stati in fiore e a maggio avuto il frutto.
La strada di sotto pian piano prendeva voce e vita, dimenticando il buio e la notte appena finita, e prima che il sole sorgesse del tutto, perchè la luce era un tesoro da non sciupare, uomini e donne scendevano le coste del colle e la campagna riprendeva a vivere.
Dopo un pò la strada cambiava padrone, col passo lieve e lo scialle ancora sulle spalle, donne in nero e vecchi dagli occhi tristi coi bastoni in legno di quercia, andavano in chiesa accompagnati dal cinguettìo continuo dei passerotti che già si rincorrevano corteggiandosi.
Noi bambini lasciati i lettucci dai materassi di foglie di granturco, proprio all'ultimo richiamo della campana che chiamava gli scolari alle classi, indossavamo il grembiule nero e il colletto bianco dal fiocco blù, e si correva alla scuola tutto d'un fiato....pregustando già la caccia del pomeriggio a passerotti e lucertole, che tormentavamo, e forse è per questo che oggi provo tenerezza per loro.
A volte quando vivo questo Tempo passato, provo a vedermi bambino, e come in un flash che non riesci ad afferrare, vedo un viso magro e chiaro, occhi scuri, capelli chiarissimi e un "boccolo" che scende sulla fronte...Mio Dio, sarò io?
Comunque sia la figura che vedo mi commuove, se non altro per il Dono avuto dell'adolescenza, e di quei giorni ancora belli da rivivere.

4 commenti:

  1. Che bel ricordo l' infanzia.Anch'io ricrdo quelle mattine,fredde e un pò grigie,ricordo mia madre scaldarmi i vestiti sulla stufa per non farmeli indossare gelati.Ricordo poi sempre lei che dopo aver messo la merenda nella mia cartella mi mettava sopra la sua 500 e mi accompagnava a scuola,un solo km e mezzo di tragitto mi sembrava un viaggio,viaggio su di una carrozza magica.E poi qul bacio che mi lasciava stampato sulle labbra,bè era sicuramente quello che dava il buonaugurio che rendeva la giornata speciale...

    RispondiElimina
  2. Ti capisco, forse troppo...sai?

    RispondiElimina
  3. Ciao Monteamaro, bravissimo...la tua scrittura è riuscita a farmi immergere in quell'atmosfera che tu così bene tratteggi nel ricordo...riuscire a metterlo per iscritto è davvero un atto d'amore oltre che di una certa vena poetica che si legge sempre nei tuoi post.
    Ti auguro di passare una buona domenica e ti lascio un abbraccio
    Ciao
    Franca

    RispondiElimina
  4. quei momenti sono così dolci nel ricordo e sembra passato così tanto tempo... Mi hai fatto ripensare a certe mattine quando dormivo in campagna da mia nonna. Grazie

    RispondiElimina