C'è è vero, un mestiere più vecchio del mondo, ma forse non è quello, il più difficile, lo è probabilmente, il "Mestiere del Vivere."
Guardando indietro nel tempo vissuto, ti accorgi che mai lo è stato della stessa intensità, di gioia o sofferenza, speranza o delusione, incontri o addii, preghiera o imnprecazioni.
Ci sono giorni, a cui non basta una luce più forte perchè ci sia chiaro nel cuore.
Anzi, quel chiarore di più ancora scava buche, e lì ti rifugi lontano da parole e da occhi che ti guardano.
E si stà bene in quel buio che diventato amico, fà compagnia e protegge, perchè non c'è null'altro di buono, quando hai il buio nel cuore, che il buio intorno te.
Si, ti ripeti che è questa la vita, alti e bassi, continue fughe e inseguimenti, che tutto è gia scritto e che per ogni uomo è questo il destino: Ma ugualmente resti sorpreso dalla durezza del vivere, dalle continue curve che fanno sbandare, e che sempre ti lasciano un senso di inadeguatezza nell'affrontarle.
Ci si accorge allora, della precarietà di ogni cosa, compresa la vita, ma a noi non resta che viverla, perchè a guardarla per bene, è l'unico Bene che possediamo..
giovedì 19 agosto 2010
martedì 6 luglio 2010
Il piede del bimbo
Il piede del bimbo non sa di essere piede,
e vuole essere farfalla o mela.
Ma presto i vetri e le pietre,
le strade, le scale,
e i cammini della dura terra
insegnano al piede che non può volare,
che non può essere frutto rotondo sul ramo.
Il piede del bimbo allora è stato sconfitto,
è caduto in battaglia,
è stato fatto prigioniero,
condannato a vivere in una scarpa.
Pablo Neruda
Troppe volte ci sentiamo confinati in recinti piccoli e grandi, dove i sogni trovano la loro fine, e ogni desiderio o ambizione muore per sempre.
Non c'è luogo però, in cui poter rinchiudere la volontà di continuare a vivere comunque.
Ogni sconfitta seppur devastante non è MAI la fine, ognuno può essere ancora farfalla, frutto maturo sull'albero, e volare là dove si resta per sempre piede di bimbo.
Occorre solo un pò di coraggio: Slacciarsi la scarpa che tiene legati e gettarla lontano, e poi, RISCHIARE il cammino sui vetri...
e vuole essere farfalla o mela.
Ma presto i vetri e le pietre,
le strade, le scale,
e i cammini della dura terra
insegnano al piede che non può volare,
che non può essere frutto rotondo sul ramo.
Il piede del bimbo allora è stato sconfitto,
è caduto in battaglia,
è stato fatto prigioniero,
condannato a vivere in una scarpa.
Pablo Neruda
Troppe volte ci sentiamo confinati in recinti piccoli e grandi, dove i sogni trovano la loro fine, e ogni desiderio o ambizione muore per sempre.
Non c'è luogo però, in cui poter rinchiudere la volontà di continuare a vivere comunque.
Ogni sconfitta seppur devastante non è MAI la fine, ognuno può essere ancora farfalla, frutto maturo sull'albero, e volare là dove si resta per sempre piede di bimbo.
Occorre solo un pò di coraggio: Slacciarsi la scarpa che tiene legati e gettarla lontano, e poi, RISCHIARE il cammino sui vetri...
domenica 23 maggio 2010
domenica 16 maggio 2010
Il "Che"
Il governo del mondo comincia in noi stessi.
Non sono le persone sincere che governano il mondo, ma neppure le persone insincere.
Sono coloro che FABBRICANO in sè stessi una sincerità reale con mezzi artificiali e automatici; quella sincerità costituisce la loro forza....Saper illudersi bene, è la prima qualità di uno statista... (Fernando Pessoa)
....Il ritratto di che F. Pessoa fà degli statisti, calza perfettamente agli uomini politici che ci rappresentano(?) attualmente. [di destra, sinistra, e pure di centro comprese le estreme]
Ispirato da un post della mia amica Wilma, paragono per un attimo questi uomini, ad uno che per quello che della politica intendeva, ha messo in gioco e persa la propria vita: La distanza che lo separa da questi ultimi, è SIDERALE, e il risultato impietoso per i nostri:
"Il CHE" appunto.
Non sono le persone sincere che governano il mondo, ma neppure le persone insincere.
Sono coloro che FABBRICANO in sè stessi una sincerità reale con mezzi artificiali e automatici; quella sincerità costituisce la loro forza....Saper illudersi bene, è la prima qualità di uno statista... (Fernando Pessoa)
....Il ritratto di che F. Pessoa fà degli statisti, calza perfettamente agli uomini politici che ci rappresentano(?) attualmente. [di destra, sinistra, e pure di centro comprese le estreme]
Ispirato da un post della mia amica Wilma, paragono per un attimo questi uomini, ad uno che per quello che della politica intendeva, ha messo in gioco e persa la propria vita: La distanza che lo separa da questi ultimi, è SIDERALE, e il risultato impietoso per i nostri:
"Il CHE" appunto.
venerdì 14 maggio 2010
L'Iscariota
Giuseppe Berto, è stato uno dei primi autori Italiani che ho amato.
Tra le sue opere ve nè una, che ho letto quasi tutta d'un fiato.
"La Gloria."
Linguaggio semplice con una drammaticità sottotraccia sempre viva, La Gloria, narra di Giuda Iscariota e del suo Tradimento a Cristo, ma la prospettiva di osservazione è da un punto di vista che non ti aspetti: Dalla parte di Giuda.
"Il Tradimento!"
Se nel passato significava soprattutto eventi che stravolgevano destini e storia di uomini e nazioni, oggi il riferimento è quasi solo in relazione all'Amicizia, e...all'Amore.
L'Amore...si, l'amore.
Essere traditi in amore è forse la causa di maggior sofferenza per chi ama, uomo o donna.
Sono troppi i significati da attribuire al Tradimento, chi lo subisce ne viene travolto in ogni aspetto personale, e sono tante le emozioni con cui misurarsi, alcune sconosciute che nascono e vivono solo quando si è traditi.
E si è impreparati ad affrontarli, perchè chi ama vive in un mondo proprio che non prevede delusioni, e ha occhi che guardano senza vedere, e orecchie che sentono senza capire: Il Tradimento per chi ama, è la tempesta che nessuno satellite ha mai neanche lontanamente prevista.
E' possibile sopravvivere ad un evento che coglie disarmati?
Io ho la mia risposta, che non può essere la stessa di nessun altro.
Di una cosa sono però certo, si soffre...
Tra le sue opere ve nè una, che ho letto quasi tutta d'un fiato.
"La Gloria."
Linguaggio semplice con una drammaticità sottotraccia sempre viva, La Gloria, narra di Giuda Iscariota e del suo Tradimento a Cristo, ma la prospettiva di osservazione è da un punto di vista che non ti aspetti: Dalla parte di Giuda.
"Il Tradimento!"
Se nel passato significava soprattutto eventi che stravolgevano destini e storia di uomini e nazioni, oggi il riferimento è quasi solo in relazione all'Amicizia, e...all'Amore.
L'Amore...si, l'amore.
Essere traditi in amore è forse la causa di maggior sofferenza per chi ama, uomo o donna.
Sono troppi i significati da attribuire al Tradimento, chi lo subisce ne viene travolto in ogni aspetto personale, e sono tante le emozioni con cui misurarsi, alcune sconosciute che nascono e vivono solo quando si è traditi.
E si è impreparati ad affrontarli, perchè chi ama vive in un mondo proprio che non prevede delusioni, e ha occhi che guardano senza vedere, e orecchie che sentono senza capire: Il Tradimento per chi ama, è la tempesta che nessuno satellite ha mai neanche lontanamente prevista.
E' possibile sopravvivere ad un evento che coglie disarmati?
Io ho la mia risposta, che non può essere la stessa di nessun altro.
Di una cosa sono però certo, si soffre...
sabato 17 aprile 2010
Diaspore.
Dei quattro fratelli, sono l'unico, che ha avuto la forza, o la debolezza, di lasciare la Terra dell'emigrazione, e di far ritorno a quella di origine.
Dei due maggiori, uno è quasi svizzero, l'altro quasi tedesco.
Il minore che come me aveva scelto (?) Milano, riposa da pochi giorni in un piccolo cimitero, di un piccolo paese della Bassa Pavese, tra Mortara e Vigevano,
d'intorno al camposanto risaie, vecchie cascine e centri commerciali.
Entrambi abbiamo imparato ad amare la Lombardia e Milano, ma ugualmente, penso che ci sia qualcosa di ingiusto, nel doversi separare per sempre dalla propria Terra: Forse è proprio quella la morte definitiva, è un pò come essere un Milite Ignoto nella terra di nessuno; Nessuno, appunto.
Ma così è, è stato, e sarà.
Dei due maggiori, uno è quasi svizzero, l'altro quasi tedesco.
Il minore che come me aveva scelto (?) Milano, riposa da pochi giorni in un piccolo cimitero, di un piccolo paese della Bassa Pavese, tra Mortara e Vigevano,
d'intorno al camposanto risaie, vecchie cascine e centri commerciali.
Entrambi abbiamo imparato ad amare la Lombardia e Milano, ma ugualmente, penso che ci sia qualcosa di ingiusto, nel doversi separare per sempre dalla propria Terra: Forse è proprio quella la morte definitiva, è un pò come essere un Milite Ignoto nella terra di nessuno; Nessuno, appunto.
Ma così è, è stato, e sarà.
domenica 14 marzo 2010
"Sua Efficenza"
Re Brunetta, arrivò a Montecitorio per il consiglio dei ministri, con un anticipo di 23 ore, 59 minuti e 57 secondi.
Ingaggiò immediatamente col Baume & Mercier che portava al polso, una disputa sui 3 secondi che mancavano alle 24 ore, perchè secondo lui l'orologio era in malafede.
Lo Svizzero se ne risentì molto, ma educatamente cercò di spiegare al ministro che, questa eventualità era assolutamente da scartare.
Partì allora in direzione orologio, una sequela di insulti: Sfascista, sindacalista, comunista, magistrato militante, fannullone, padre egoista, Santoro, cassintegrato a ufo, vegetariano, Pecoraro Scanio, amico di Di Pietro...lo Baume & Mercier subiva rassegnato la tiritera del Re, ma quando si sentì dare del Capezzone, gli cominciarono a girare tutte le rotelle, alzò all'istante una delle lancette nel "segno dell'ombrello" e urlò l'unica parola di Italiano conosciuta, e appresa da un collega che era stato al polso di un falso invalido napoletano, chepperò era nobile, anche se ora decaduto: MAVAFFANGULO!!!
"Sua Efficenza," benchè scosso dalla risposta del Tic-Tac Svizzero, non si perse d'animo e telefonò immediatamente al collega Alfano, per l'invio di ispettori all'interno della cassa.
Comunque, assunta una posizione yoga, ripetè mentalmente 9754980234 di volte: Faso tuto mì, faso tuto mì, sono il meglio, sono il meglio... ma voleva una conferma, allora individuato uno specchio vi si pose innanzi, e iniziò a interrogarlo: "Specchio specchio di Montecitorio, chi è il ministro più fico di tutto il Territorio?"
Ora lo specchio era di sana estrazione Democristiana, e il compromesso per lui era questione vitale e d'onore , cominciò quindi a consultare i vicini di parete, tutti rigorosamente Prima Repubblica. (Ma dov'è la Seconda?)
Ascoltò allora nell'ordine: Il quadro della Madonna di Pompei, l'autografo di Bearzot, una picconata di Cossiga, un saluto romano (dissimulato) di Alemanno, un digiuno di Pannella, una nuova linea politica di Rutelli, un baffino in barca di D'Alema, una finanziaria lacrime e sangue, un bacio (casto) di Casini, un franco tiratore, un compromesso storico, un Rospo, un Sim, un Sid, un Sifar, un Copasir, un programma etico di Mastella, un abusivo calabrese, un sorriso di La Russa, una eleganza di Gasparri, un dizioniario Dipietresco, una poesia di Bondi....
Infine aggiornò all'indomani le consultazioni, riproponendosi di inserire anche gli extraparlametari, e il movimento Magna-Magna di Palazzo Madama.
Sua Efficenza interpretò il silenzio dello specchio, come Silenzio-Assenso: Lo sapevo! "Son propi mì il più Fico dè tuti" e inginocchiatosi davanti all'immagine aureolata del Signor B. e dopo le preghiere, dormì il sonno del guerriero....
Ingaggiò immediatamente col Baume & Mercier che portava al polso, una disputa sui 3 secondi che mancavano alle 24 ore, perchè secondo lui l'orologio era in malafede.
Lo Svizzero se ne risentì molto, ma educatamente cercò di spiegare al ministro che, questa eventualità era assolutamente da scartare.
Partì allora in direzione orologio, una sequela di insulti: Sfascista, sindacalista, comunista, magistrato militante, fannullone, padre egoista, Santoro, cassintegrato a ufo, vegetariano, Pecoraro Scanio, amico di Di Pietro...lo Baume & Mercier subiva rassegnato la tiritera del Re, ma quando si sentì dare del Capezzone, gli cominciarono a girare tutte le rotelle, alzò all'istante una delle lancette nel "segno dell'ombrello" e urlò l'unica parola di Italiano conosciuta, e appresa da un collega che era stato al polso di un falso invalido napoletano, chepperò era nobile, anche se ora decaduto: MAVAFFANGULO!!!
"Sua Efficenza," benchè scosso dalla risposta del Tic-Tac Svizzero, non si perse d'animo e telefonò immediatamente al collega Alfano, per l'invio di ispettori all'interno della cassa.
Comunque, assunta una posizione yoga, ripetè mentalmente 9754980234 di volte: Faso tuto mì, faso tuto mì, sono il meglio, sono il meglio... ma voleva una conferma, allora individuato uno specchio vi si pose innanzi, e iniziò a interrogarlo: "Specchio specchio di Montecitorio, chi è il ministro più fico di tutto il Territorio?"
Ora lo specchio era di sana estrazione Democristiana, e il compromesso per lui era questione vitale e d'onore , cominciò quindi a consultare i vicini di parete, tutti rigorosamente Prima Repubblica. (Ma dov'è la Seconda?)
Ascoltò allora nell'ordine: Il quadro della Madonna di Pompei, l'autografo di Bearzot, una picconata di Cossiga, un saluto romano (dissimulato) di Alemanno, un digiuno di Pannella, una nuova linea politica di Rutelli, un baffino in barca di D'Alema, una finanziaria lacrime e sangue, un bacio (casto) di Casini, un franco tiratore, un compromesso storico, un Rospo, un Sim, un Sid, un Sifar, un Copasir, un programma etico di Mastella, un abusivo calabrese, un sorriso di La Russa, una eleganza di Gasparri, un dizioniario Dipietresco, una poesia di Bondi....
Infine aggiornò all'indomani le consultazioni, riproponendosi di inserire anche gli extraparlametari, e il movimento Magna-Magna di Palazzo Madama.
Sua Efficenza interpretò il silenzio dello specchio, come Silenzio-Assenso: Lo sapevo! "Son propi mì il più Fico dè tuti" e inginocchiatosi davanti all'immagine aureolata del Signor B. e dopo le preghiere, dormì il sonno del guerriero....
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